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Dopo il passaggio del Gran San Bernardo e la
presa di Ivrea ,il 22 maggio l'avanguardia
dell'armèe de Rèserve
si schiera a controllo della strada per
Vercelli e oltre il Ponte Canavese (Ponte
Vecchio) a fronteggiare la linea di difesa degli
Austro-Piemontesi attestata lungo il Chiusella,
da Baldissero a Cerone. Intenzione del Primo
Console è quella di far credere al nemico di voler
marciare direttamente sulla capitale Sabauda ,
mentre in realtà il suo obbiettivo è quello di far
convergere le truppe nemiche a difesa di Torino
per potersi recare celermente su Milano e quindi
aggirarle a Sud. Per questo motivo Bonaparte ,
non ancora giunto in Ivrea , aveva già dato
ordine affinchè la Divisione Watrin attaccasse il
nemico attestato presso il ponte sul Chiusella
nelle vicinanze di Romano.Gli Austro-Piemontesi,
forti di circa 6.000 uomini di fanteria e di circa
4.000 di cavalleria , avevano posto sul ponte
anche quattro cannoni con i quali , la mattina del
26 maggio 1800 , riuscivano a fermare gli
attacchi della 6'demi-brigade francese. Gli
uomini della 6'demi-brigade riuscivano allora a
guardare il fiume a valle del ponte , ma qui
venivano fermati dalla prepoderante cavalleria
nemica. Finalmente , grazie alla 40' e alla 22'
brigade e al 21' Cacciatori e al 12'Ussari , che
avevano guardato il fiume , su indicazione
dell'allora capitano Giacomo Pavetti , a monte del
ponte gli Austro-Piemontesi sono costretti alla
ritirata. Lasciando Romano nelle mani Francesi gli
Austro-Piemontesi si attestano sulle alture di
Montalenghe in modo da coprire la ritirata del
resto delle truppe dietro la più difendibile linea
rappresentata dal torrente Orco.